Esperienze
Indice articolo
Esperienze
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5

Il “fare e lo stare” in cucina:

 

"fare la pizza"

Attraverso l'azione e l'interazione con  gli oggetti, le persone e le situazioni si formano le basi della comunicazione, dal momento in cui si condividono gli atti, le emozioni e i significati.

 

Image
Preparare la pizza e poi…….
Image
…… mangiarla

 

 

 

 

 

 

 “ Preparare il caffè”
 
L’elaborazione dell’esperienza effettuata, conduce  alla condivisione simbolica del significato sperimentato
G. 6 anni, ritardo mentale medio, indicando il simbolo dello zucchero “dice”: “Il caffè è amaro, mettiamo lo zucchero.”

 

Image
Preparare il caffè.
Image
Image
il caffè è amaro, mettiamo lo zucchero.

 

 

 

 

 

 

 "Le patatine fritte"

 

Image
pelare le patate
Image
tagliare le patatine
Image
Le patatine fritte

 

 

 

 

 

 

 
Particolarmente utile si  rivela l’organizzazione di attività in piccoli gruppi, al cui interno viene sperimentato l’aspetto sociale della comunicazione: rispetto dell’altro, attesa del proprio turno, cooperazione, regole, condivisione, comportamento adeguato, ecc.

 “Fare merenda”

R., 7 anni Disturbo generalizzato dello sviluppo, “chiede” attraverso un ausilio con uscita in voce: “Posso avere ancora pane?”

 

Image
Fare merenda tutti insieme, dopo aver giocato…..
Image
…… e chiedere “Ancora pane, per favore!”

 

 

"Fare i biscotti"

Un gruppetto di bambini con caratteristiche comuni di iperattività, condividono un’attività esercitando ruoli diversi.

 

Image
pesare la farina
Image
impastare
Image
versare l'impasto nella teglia

 

 

 

 

 

 

Image
riordinare
Image
i biscotti finiti

 

 

 

 

 

 

Da : Cibo per pensare

Carolina De Sena Gibertoni

“…la ricchezza dei materiali mette in moto una gamma infinita di sensazioni e percezioni tattili, olfattive, sapori, suoni, movimento. La stanza diventa il luogo dove si rendono possibili molteplici trasformazioni nel mondo interno, nel mondo realenella relazione interpersonale. Una sorta di sensorialità oggettiva si trasforma in qualcosa di strettamente soggettivo, attraverso la possibilità che un evento, vale a dire un sapore, un odore, un impasto, una forma, vada ad agganciarsi a una esperienza già vissuta, risvegli una  memoria…".

I materiali si trasformano e le emozioni circolano, e creano dimore provvisorie, nel terapista, negli eventuali compagni di gruppo, in un coltello che affetta la mela, nello zucchero che sarà caramello, nelle frittelle che non si gonfiano, in un forno caldo, in una torta mal riuscita.

Gli ingredienti oppure il prodotto potranno essere rifiutati, trasformati,ingurgitati crudi, divorati appena cotti, portati fuori da mostrare alla mamma, sminuzzati, buttati in pattumiera, consumati insieme al terapeuta. Il loro destino comunque rappresenterà l’insieme dei movimenti emozionali indotti dal fare e dalla relazione del “qui e ora” con il terapeuta.”

 



 

Chi e' online

Statistiche

Visitatori: 67107